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lunedì 4 febbraio 2013

Cerco casa disperatamente




Ieri ho passato la giornata in cucina a preparare piatti da surgelare per i tempi in cui il tempo non ce l'ho. Ho acceso la televisione, per compagnia. Prima ho ascoltato un po' di musica su Mtv, poi ho cambiato canale e ho messo su Real Time, c'era una tizia che parlava di bricolage e a me piace. Ad un certo punto comincia una nuova trasmissione. I conduttori sono due: una signora sofisticata ed elegante con i capelli scuri con due bande bianche sul davanti (tipo Super Sayan), labbra carnose aperte in sorrisi immobili e un architetto magro e molle.
I due propongono tre case a coppie “disperate” cercando di soddisfare le loro esigenze. Naturalmente l'architetto può proporre modifiche che vadano incontro alle necessità dei clienti.
I due propongono tre opzioni, rispettando il budget indicato. Bene, bel servizio, interessante!
Solo che mano mano che guardo la trasmissione mi sale il nervoso. Le case sono tutte belle, grandi, luminose. Per una famiglia di tre persone ovviamente servono almeno 150 mq, due o tre bagni e terrazzo. Ci sono loft (ma che cavolo sono i loft?) appartamenti d'epoca,ville con piscina in centro città.I budget sono sempre sui 450-500.000 euro.MINIMO. Ma a volte si è costretti a sforare leggermente di 100, 120mila euro. E che volete che sia? Poi ci sono i lavori da fare...E la naturalezza con la quale ne parlano...
Io mi domando e dico: è o non è un insulto alla gente normale che quei soldi lì non li vede nemmeno in una vita intera di lavoro? Che fa fatica a pagare l'affitto e che si accontenterebbe di un appartamento di tre stanze e se lo imbiancherebbe da sola, se lo arrederebbe all'Ikea e sarebbe anche contenta?
Io mi sono sentita offesa al vedere con quanta noncuranza presentavano proposte esosissime ai clienti che non facevano una piega. Non è il mondo reale quello, ma te lo mettono davanti come se lo fosse. Il mondo degli eletti, quello è, gente che non fa fatica ad arrivare a fine mese che si sente frustrata se non trova le tende abbinate al divano, se non ha lo spazio per ricevere gli ospiti in modo adeguato. Io consiglierei allo staff, di trovare appartamenti, loft, villette a 100mila euro, con mutuo che non strozzi per la gente che lavora a 1000 euro al mese, e che deve mantenere dei figli. Quella sì, sarebbe una trasmissione davvero utile.

sabato 13 ottobre 2012

A mio padre




Non è vecchio il tuo cuore
quando parli e respiri i profumi dell'alba
quando i colori del tramonto ti vibrano dentro
quando ancora riesci a vedere con gli occhi dell'anima.
E ancora ti piace parlare alla gente
sorridere a un bimbo
posar la tua mano in un gesto d'affetto
No, non è vecchio il tuo cuore
è ancora bambino, leggero e pulito
è lo specchio dell'uomo che sei. 

Emma Bricola 13 ottobre 2012

domenica 7 ottobre 2012

Nuvole d'ali




Quanti uccelli nel cielo stasera!
Sembra quasi una nuvola d'ali 
Io mi fermo a guardare e m'incanto
poi ascolto le voci d'autunno.
Sento odore di pioggia 
sento essenza di neve
e non so esser triste o felice.
Se son vividi ancora i colori 
poi domani spariscono tutti.
Resta solo quel bianco e quel grigio
che al mattino ti trovi davanti
Ho paura se penso al domani, 
è l'attesa del sole che voglio 
è il riverbero forte negli occhi
è il calore che brucia la pelle.
E' così che so ancor che son viva

mercoledì 5 settembre 2012

Le amiche del cuore?


Care amiche, sono molti anni che ci conosciamo e che la mia esistenza corre parallela alla vostra.
Siete state compagne fedeli ogni giorno e molte volte anche la notte. La vostra compagnia era preziosa per me, non riuscivo a farne a meno. Passare dei minuti solo con l'ausilio della vostra presenza, sembrava rendesse più rilassante e tranquilla la mia realtà.
 Nei momenti più difficili poi, la vostra partecipazione ai miei problemi era ancora più assidua e continua.
Però, ora che ci penso bene, molte volte mi avete lasciato l'amaro in bocca e la vostra vicinanza era causa di crampi allo stomaco. E poi, è vero che nei momenti più difficili eravate lì con me, ma non è che mi avete mai aiutato a superarli, se sono stata in grado di uscirne indenne non è stato certo per merito vostro.
Per cui mi sento di dire, con assoluta convinzione che di voi ne ho piene le scatole, mi avete fatto invecchiare anzitempo, avete avvelenato la mia vita facendomi credere che siete buone e generose. No, non è così, e io cordialmente vi mando a quel paese. Certo, non sarà semplice liberarmi di voi ma ringraziandovi per i pochissimi momenti felici passati insieme spero ardentemente di non avere mai più nulla a che fare con voi.

Serravalle Scrivia, 5 Settembre 2012

Emma Bricola

lunedì 3 settembre 2012

Tipi da spiaggia- La mamma alla moda




Il sole è già allo Zenit quando lei arriva.
Se la si osserva in blocco è una donna dall'età indefinibile, piccola di statura, ma se ci si sofferma con più attenzione sul viso si capisce che non deve avere ancora compiuto quarant'anni.
Il suo corpo già disfatto da cuscinetti di grasso non la frena nell'indossare costumi da bagno sgambati che lasciano scoperte quasi del tutto le natiche devastate da buchi di cellulite.
Si atteggia a gran signora, ha lettini e ombrellone riservati in prima fila, si sentirebbe umiliata altrimenti.
Parla al telefono in continuazione, lo impugna in modo sicuro, con finta noncuranza, con l'altra mano dondola il passeggino nel quale dorme la figlia neonata.
Conversa soltanto con quelli che giudica al suo livello sociale, racconta loro di cene, pranzi e vacanze esotiche.
Ogni tanto posa il telefono nella Louis Vitton estiva appesa al gancio, poi si guarda intorno, estrae uno specchio dal beauty-case e si osserva attentamente la bocca, stiracchia e si lecca le labbra. Poi prende il rossetto e le ritocca con cura, lo stesso fa intorno agli occhi con una matita nera; si aggiusta la coda di cavallo e torna a guardare in giro. Ricontrolla i capelli, mette a posto un ricciolo e lo arrotola intorno al medio per dargli forma, lo stesso fa con le altre ciocche fuggite dall'elastico di Fendi.
Ora indossa i Rayban verde bottiglia, li fa scivolare un po' sul naso e si gira verso la vicina d'ombrellone sorridendo con sguardo complice.
Il marito arriva più tardi, giusto in tempo per portare la piccola, che nel frattempo si è svegliata, a respirare l'aria carica di iodio sul bagnasciuga.
Al crepuscolo lei spinge il passeggino fino alla fine della spiaggia. Mentre si allontana la statura molto bassa la fa sembrare una bambina che gioca con le bambole.

giovedì 30 agosto 2012

I perchè di un cammino



Passi. Unico suono. In cammino da prima che il sole sia sveglio, per non farsi affannare dai raggi infuocati, per fuggire la cappa pesante e non sciogliersi e sparire in uno sbuffo di vapore.
I contorni delle case prendono forma, piano piano il verde del prato scaccia il grigio. Il cielo si trasforma e cambia colore, il nero si nasconde, la luce si fa largo prepotente e annuncia il giorno nuovo. Spettacolo quotidiano che stupisce e t'incanta ogni volta. Non un rumore si ode, solo il ritmo regolare dei passi che si allineano al respiro, affannato all'inizio e poi sempre più sicuro di sé.
La strada, la tua ma anche quella di tanti. Solitudine: ti lascia pensare o soltanto guardare e svuotare la mente. E' attenta soltanto ai ciottoli sotto le scarpe. Annegare nella fatica e togliere spazio alle ansie che avevi. C'è solo il blu dell'alba, arrivata in punta di piedi; ricava il suo mondo sulla cime della collina e si allarga in silenzio, si sofferma un minuto e poi lascia entrare anche il viola e l'arancio.
E brividi sulla tua pelle: rinascita, ancora.
Ogni giorno è un giorno inconsueto con attese e speranze un po' uguali.
Per cambiare le cose sbagliate, per scoprire cos'è che ancora vale.
Sui passi, sui piedi feriti, gonfi e sbranati, continuare. E sperare. E ricostruire un sé non ancora compreso. E alla fine della strada guardarsi nell'acqua di un piccolo stagno e vedere, lì in fondo agli occhi, il riflesso di quello che conta e che vale davvero.
E comprendi che è solo per quello che hai camminato, sudato, sofferto, pregato. E se gli altri non capiranno, che importa? E' solo per te che tu sei andata, per bastare a te stessa per sapere che sei viva e sentirti più viva per sempre.
Luglio 2012

mercoledì 29 agosto 2012

Risacca



Risacca

Non puoi osteggiar la risacca
all'onda che arriva e poi fugge.
Non serve schivare la schiuma e i detriti
son loro più forti di te.

Ti portano via piano piano
nemmeno ti accorgi di loro.

E allora,
tu lasciati andare
su morbide gocce salate
tu lasciati amare dall'onda
non è mai cattiva,
ti bagna la pelle
ma è amica del sole.

Quei pezzi di legno
lì, sul bagnasciuga
son pezzi di vita anche loro
tornati da un lungo cammino.

Chissà dove mai eran ieri
chissà che saranno domani.

Tu non ci pensare
tu, lascia che l'onda comandi.

E tanto non puoi farci nulla
puoi solo ferirti e soffrire
se credi di vincere il mare.

Emma Bricola 22/8/12